Parrocchia San Michele Arcangelo Lascari - Parrocchia San Michele Arcangelo Lascari

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Venerdì Santo 2020

Parrocchia San Michele Arcangelo Lascari
10 Aprile 2020
Per tre ore Gesù soffre. Accanto alla croce stanno sua madre e il suo amico più caro. «Ecco, qui è tuo figlio», dice alla madre. E a Giovanni, «questa è tua madre». È come se staccasse da sé l'amore di queste due persone che lo circonda. Gesù vuol essere solo. Egli ha preso su di sé la nostra colpa; da solo vuol portarla di fronte all'eterna Giustizia. Nessuno deve essergli accanto. Del tutto solo egli regola la terribile faccenda con Dio. Nessun uomo sa cosa abbia provato Gesù in questi momenti. Perciò grida: «Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?» Nessuno svela questo segreto: come il figlio di Dio possa essere da Lui abbandonato. Noi possiamo dirci solo questo: finora il suo cuore ha sentito la vicinanza di Dio come consolazione e sostegno. Ora anche questo lo abbandona. È completamente nudo e solo. Da tutti abbandonato. Solo con la nostra colpa di fronte alla Giustizia divina. Nessuno può immaginarsi cosa ciò significhi. Una cosa sola lo sostiene: la sua incrollabile fedeltà verso la missione del Padre; il suo inconcepibile amore per noi. E in questo amore egli si consuma, fino a che tutto sia compiuto. «Tutto è portato a compimento».

Adoro l'infinita Giustizia di Dio davanti alla quale io sto come peccatore. E te, mio Redentore, che per me ti sei reso garante.
Signore, tu mi hai redento; per questo ti ringrazio dal profondo del cuore.
Tu mi hai anche mostrato come io possa portare la mia sofferenza e come posso superarla: solo attraverso l'amore.
Posso portarla soltanto accettandola dalle mani del Padre, come tu.
Confidando nel Padre e tenendomi attaccato a lui.
Allora io resterò forte, anche se per il resto tutto mi verrà meno.
Posso vincerla solo se ne faccio una benedizione per altri, proprio come tu hai fatto.
Portandola e offrendola al Padre per i miei cari, per tutti quelli che intendo aiutare.
Allora essa partecipa dell'onnipotenza della tua sofferenza, attira la grazia del Padre e aiuta anche là dove altrimenti nulla può essere d'aiuto.
E poi è d'aiuto anche per me poiché so che ciò che soffro non è invano, ma porta benedizione per altri.
E se un giorno avverrà che io non possa più nulla e mi senta inutile al mondo, proprio allora possa veramente ancora fare la cosa più grande: offrire insieme a te nel silenzio e con gioia la mia sofferenza, la mia impotenza, perfino il mio morire per gli altri.
Signore, solamente così si realizza ciò che nessuna saggezza umana, nessuna potenza e nessun bene del mondo può compiere: solo così sofferenza e morte vengono veramente vinte.
                                                                                                            Romano Guardini

Ci “consegnò lo  spirito” (Gv 19,30) perché fossimo riempiti
dalla Sua vita divina e vivere da figli di Dio.
Lasciamoci tutti redimere dall’Amore crocifisso.
                                                                                                          Vostro don Matteo



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